| Ho letto da qualche parte che
gli uomini sono angeli con un'ala soltanto: possono
volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei
momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche Tu
abbia un'ala soltanto.
L'altra la tieni
nascosta: forse per farmi capire che Tu non vuoi volare
senza di me.
Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi Tuo
compagno di volo.
Insegnami, allora, a librarmi con Te.
Perché vivere non è "trascinare la vita", non
è "strappare la vita", non è "rosicchiare
la vita".
Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all'ebbrezza
del vento.
Vivere è assaporare l'avventura della libertà.
Vivere è stendere l'ala, l'unica ala, con la fiducia di
chi sa di avere, nel volo, un partner grande come Te!
Ma non basta saper volare con Te, Signore, Tu mi hai dato
il compito di abbracciare il fratello per farlo volare.
Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non
aiutato a distendersi, per i voli che non ho saputo
incoraggiare.
Non farmi passare indifferente vicino al fratello che è
rimasto con l'ala, l'unica ala, inesorabilmente
impigliata nella rete della miseria e della solitudine.
E si è ormai persuaso di non essere più degno di volare
con Te.
Soprattutto per questo fratello
sfortunato dammi, Signore, un'ala di riserva.
don Tonino Bello
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