Grazie don Renzo!
Dopo 4 anni di servizio nella nostra Parrocchia, don Renzo è stato nominato vicario-parrocchiale della Parrocchia di S. Maria Addolorata, in V.le della Venezia Giulia. Al suo posto il Cardinal Vicario ha mandato don Elio Leti, un giovane sacerdote di 31 anni, ordinato da sette anni, già vicario parrocchiale nella Parrocchia di S. Domenico di Guzman alla borgata Cinquina.
Sapevo che prima o poi sarebbe capitato!
Quando infatti il Vescovo manda giovani sacerdoti nelle Parrocchie come vicari parrocchiali, non ci rimangono più di quattro o cinque anni. Anche se... speravo in una proroga.
Del resto è giusto che facciate esperienza di diverse comunità parrocchiali, per arricchire (a conoscenza del lavoro pastorale che un giorno dovrete coordinare quando sarete Parroci.
Però la notizia, umanamente parlando, mi ha recato all'inizio un grande dispiacere. Erano due anni che evangelizzavamo insieme qui a S. Alfonso, e la vita comune mi aveva insegnato a conoscere i tuoi lati positivi: una fede matura, una grande rettitudine morale, la capacità di metterti in silenzio a lavorare lì dove c'era bisogno, e a dare il meglio di te.
Tu mi hai introdotto in questa Parrocchia, insegnandomi a conoscere il quartiere e tutte le tradizioni della comunità. In questi due anni hai continuato a farti carico della conclusione dei lavori della nuova Chiesa, in pratica continuando a fare l'amministratore parrocchiale, come nei nove mesi passati tra la morte di don Eulogio e il mio arrivo.
La tua presenza mi dava sicurezza, e forse mi spingeva a non occuparmi di tanti aspetti pratici, privilegiando l'impegno di strutturare la catechesi e l'evangelizzazione, Tu eri anche per la comunità, l'anello di congiunzione tra don Eulogio e me. Tu che sei stato il suo primo vero vicario, e che te lo sei visto morire tra le braccia. I bambini e i giovani che ora frequentano la parrocchia, hanno ricevuto innanzitutto da te una proposta nuova di fede e di impegno di vita.
Sapendo che tè ne vai, mi sento un po' come quei genitori i cui figli si sposano. Da una parte c'è il dispiacere di non vederli più a casa, dall'altra c'è la gioia di sapere che partono per una nuova chiamata, che li farà più maturi, e più capaci dì occupare il loro posto nella vita.
Forse anche tu provi lo stesso sentimento: il dispiacere di lasciare una comunità che ti ha amato, e che anche tu hai amato, ma anche la gioia di sapere che il Signore che un giorno ti ha chiamato a seguirlo,ora continua a portare avanti il piano d'amore che ha sulla tua vita, mandandoti lì dove ti vuole.
Seguire Gesù è fare come Abramo, che si sentì dire: Vattene dal tuo paese, dalla casa di tuo padre, e va verso il paese che io ti indicherò perché voglio fare di te una benedizione,e attraverso di te saranno benedetti molti popoli della terra
Carissimo don Renzo, "ci sono tante persone che tu ancora non conosci, e neanche loro ti conoscono, che ti attendono in questa nuova missione, per ricevere benedizione da te.
Ma sappi che noi non ti dimenticheremo. Tu appartieni alla storia della nostra vita e della nostra Parrocchia. E anche se non ci vedremo più come prima, siamo certi che non ti dimenticherai della tua prima Parrocchia, e ogni tanto ci tornerai a trovare, come noi verremo da tè, se Dio lo vorrà.
Ma soprattutto siamo certi che non ti dimenticherai di noi nella preghiera quando, come ogni sacerdote, ogni giorno offrirai all'altare le anime che il Signore ti ha affidato. Anche noi pregheremo per te ogni giorno, per ringraziare il Signore di averti incontrato, e per averci rivelato attraverso di te un po' della luce del Suo volto.
Grazie ancora, don Renzo, a nome della Parrocchia, per tutto il bene che hai fatto. Grazie anche alla tua famiglia, a tua madre, Ivana, e a tuo papà che è in cielo, per averti formato così.
Anche io ti benedico, e ti affido alla Madonna che ti ama tanto perché standole vicino, ti aiuti a diventare sempre più santo sacerdote.
Ciao
don Stefano
Indice numero 1 settembre 2002
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