ricordi
chiave del futuro
Sono
Padre Giuseppe, un sacerdote dell'Ordine dei Barnabiti, nato a
Roma, ho vissuto anche in altre città; dopo essere rientrato dal
1975 stabilmente a Roma, presso la Curia generalizia del mio
Ordine, per una serie di provvidenziali circostanze, mi sono
ritrovato a prendermi cura della Messa festiva presso la Cappella
di S. Elisabetta.
I
La
Chiesa è un luogo privilegiato di ogni insediamento umano, perché
chi passa possa riposarsi, ritemprarsi un po'. Oggi la Chiesina
di S. Elisabetta è diventata veramente bella (grazie
all'attenzione di don Stefano e don Renzo) dopo che è stato
risolto problema edilizio della Chiesa parrocchiale; ma anche in
tempi lontani, quando esisteva) solo il prefabbricato più
piccolo, chi entrava e veniva a Messa si ritrovava e trovava
persone pronte a sorridergli, senza fargli troppe domande.
Soprattutto ritrovava Gesù, che spezza il pane come memoria
della sua presenza anche oggi, che rinnova il vino buono,
quello dell'ultima ora, quello che sembrava finito, come accadde
a Cana.
La
esperienze di tanti anni sono state molto preziose per me: ho
visto succedersi momenti e persone che hanno concretamente
vissuto la fede, al servizio della comunità: i santi ci sono
anche a S. Elisabetta! C'è stato un periodo (e neppure tanto
breve) in cui un gruppo di laici si è impegnato per tutto, dalla
pulizia al catechismo, dalla gestione al canto liturgico, dal
controllo e manutenzione dell'immobile all'assistenza ai ragazzi
nei momenti di utilizzo del campetto. Per gli anziani e i malati
c'è stato il costante impegno di varie signore e delle suore.
Anche per i giovani si è cercato di trovare varie vie di
contatto e formazione: dal servizio catechistico prestato dalle
suore dei SS. Cuori di Gesù e Maria, ai momenti conviviali o di
lettura della Parola di Dio con relative domande, ai momenti
ricreativi o sportivi, ai gruppi per le varie attività. E non
sono mancati i momenti di incontro a tu per tu.
Le
Chiese sono dei posti dove si respira più liberamente: si entra
quando si vuole, nessuno domanda perché si va alla Messa alle
otto anziché alle dieci, gli avvisi delle manifestazioni
parrocchiali non recano il perentorio "RSVP
tutt'al
più chiedono di presentarsi in tempo e ben disposti all'ascolto
della Parola di Dio.
Ricordi? Sì,
molti; e se i ricordi sono la chiave del futuro, non del passato,
diventano base per la crescita, sono previsioni di bene e di
bello. Il futuro interessa tutti, perché ciascuno lo raggiunge
alla velocità di sessanta minuti l'ora, notte compresa,
qualunque sia la sua attività, chiunque sia.
p.
Giuseppe Ranaldi
Indice numero 1 settembre 2002
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