Quale futuro vogliamo per i nostri ragazzi

 

Articolo di un giornale

dell'anno 2025:

"Ieri, 1° ottobre 2025 è stato finalmente inaugurato il complesso sportivo parrocchiale nel 50° anniversario della costituzione della Parrocchia di S. Alfonso Maria de' Liguori a Prima Porta.

Per festeggiare tale importante ricorrenza si è giocata la prima partita di calcetto, finita in parità, fra la squadra dei Solari della Terra e la squadra dei Lunatici proveniente dal pianeta Marte. L'intera comunità parrocchiale ha rivolto un caloroso applauso di ringraziamento alla squadra dei Lunatici per i disinteressati e determinanti contributi senza i quali, anch edopo 50 anni, non sarebbe stata possibile l'odierna inaugurazione.

Madrina e padrino dell'eccezionale evento sono stati Romana e Laziotto, pronipoti di famosi personaggi legati all'antico mondo del calcio della Capitale d'inizio secolo: tali Sensi e Cragnotti".

Questa sarà la cronaca "fantascientifica" che leggeranno i nostri figli, già diventati padri e qualcuno anche nonno, dopo che dal pianeta Marte, fra 25 anni, saranno arrivati gli aiuti economici per costruire queste strutture! E solo perché noi tutti, oggi, con la nostra indifferenza, abbiamo dimostrato, inspiegabilmente, la nostra scarsa sensibilità all'iniziativa di realizzare i campi sportivi e il parco giochi dei bambini.

Quando abbiamo lanciato il progetto un cuore nell'arcobaleno eravamo certi che il desiderio di Don Eulogio - il suo sogno durato ben 25 anni - di avere i campi sportivi per i giovani della sua Parrocchia, sarebbe divenuto realtà per il sentimento riconoscente dell'affetto, del sostegno, del conforto, dell'amicizia che da lui abbiamo ricevuto.

La nostra nuova Chiesa è un dono della Diocesi di Roma  e la nostra comunità parrocchiale non è stata chiamata a versare alcun contributo! Utilizziamo tutti le comodità di una Chiesa bella, comoda, spaziosa, con servizi come il parcheggio che difficilmente offrono altre Parrocchie! E adesso che siamo chiamati a sostenere un'iniziativa importante come quella dei campi sportivi e del parco giochi, rivolta ai nostri giovani ai nostri bambini, abbiamo risposto stranamente con una diffusa indifferenza. A chi non interessa che i propri figli crescano in un ambiente vivo e sano? Chi preferisce vederli annoiarsi in casa anziché saperli a giocare a calcetto o a pallavolo insieme a giovani della loro età? Chi dice che per far parte di una comunità viva e trainante non occorre partecipare alle iniziative ma sia sufficiente abitare nella zona? Chi pensa che le attività di volontariato in Parrocchia siano un servizio dovuto, un diritto e una pretesa? Quante sono le famiglie che partecipano con affetto e sostengono con amicizia le iniziative che la Parrocchia intraprende per ottimizzare le esigenze della comunità parrocchiale? Si facciano sentire tutti quei ragazzi che vogliono leggere oggi quella cronaca fantascientifica del 2025 ! Svegliatevi voi parrocchiani che volete vivere adesso l'esperienza di vedere i vostri bambini crescere liberamente e cristianamente in un oratorio pieno di giovani sereni e partecipi, anche nello sport, della vita parrocchiale.

 Quando è iniziata la campagna di sottoscrizione un cuore nell'arcobaleno, c'è stato un episodio che può aiutarci ad una riflessione sulla fortuna della nostra condizione privilegiata:

Dal settembre 2001, una donna di 34 anni proveniente da un Paese dell'est europeo, è arrivata clandestina a Roma e nello stessa mese, fortunatamente, ha trovato un lavoro per assistere una nostra anziana parrocchiana. Questa donna è stata suo malgrado costretta a lasciare le sue tre figlie con la nonna e con la famiglia di suo fratello, perché anche il marito era andato clandestino a Mosca per lavorare come muratore.

Questa mamma è una donna istruita, intelligente, aveva un lavoro di prestigio e responsabilità in una fabbrica dove però veniva pagata con uno o due stipendi mensili ogni sei mesi. Ebbene, questa donna, di religione russa ortodossa, appena ha saputo dell'iniziativa dei campi sportivi, è stata la prima persona a donare 27 euro alla parrocchia e soltanto perché la finalità era rivolta a giovani dell'età delle sue figlie."Riflettiamo su questo gesto di altruismo e sulle sue motivazioni per guardare in noi stessi: accantoniamo i nostri egoismi e consideriamo che quello che siamo chiamati a donare ha un significato e una valenza importante per la nostra grande famiglia parrocchiale e per i giovani che ne sono la parte più sana e determinante per il futuro.

Giampiero

 

 

 

 

Indice numero 1 settembre 2002

 

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