Togo un luogo che ci appartiene
l'esperienza più forte della vita di Laila e Marco
Ci sono vie, note solo al Signore, attraverso le quali i suoi progetti per l'umanità prendono forma in maniera concreta nella vita di ognuno di noi. Crediamo sia proprio per una di queste ivie che alcuni giovani romani (ci sia concesso di definirci ancora tali), grazie al lavoro di un amico d'infanzia, divenuto sacerdote e vice parroco di una parrocchia alla periferia della capitale, hanno potuto incontrare la generosità dei membri di una comunità cattolica in fermento e, insieme, portare avanti numerosi progetti d'amore nei confronti di chi è più sfortunato. Ma, forse, conviene andare per gradi e ripercorrere brevemente le tappe di questa collaborazione un po' speciale.
I nostri nomi sono forse noti ad alcuni di voi. Siamo Marco e Laila, una coppia che ha vuto la fortuna non comune di poter trascorrere alcune settimane in una missione cattolica del Togo, un piccolissimo e povero stato dell'Africa Occidentale. Siamo stati in Togo nel mese di agosto del 1999 e ci siamo ritornati nel febbraio del 2001: la prima volta eravamo due fidanzati pieni di paura e curiosità, la seconda marito e moglie che ritornavano in un luogo che gli apparteneva da sempre.
La comunità missionaria che ci ha accolto è stata quella delle suore della Provvidenza di Kouvé, che nel cuore della foresta togolese, a circa 70 chilometri dalla capitale Lomè, gestisce un centro nutrizionale, una scuola materna, e un piccolo presidio medico attrezzato. Spiegare i motivi che ci hanno spinto ad intraprendere un simile viaggio, non è affatto facile, e crediamo non sia questa la sede più appropriata per farlo. Diremo soltanto che è stato un insieme incredibile e felice di cause, personali e non. L'importante è che siamo comunque riusciti a realizzare un sogno e a riportare a casa l'esperienza più forte e meravigliosa della nostra vita. Un'esperienza ricca di volti e persone concrete, fatta di miseria, di morte, ma anche di tanta gioia insperata e vera.
Al nostro ritorno abbiamo portato con noi una tenace voglia di fare e di lottare contro tanta miseria toccata con mano. Sono sorte così, una dopo l'altra, una serie di iniziative volte a far conoscere la realtà delle missioni e a realizzare progetti in favore di quanti sono più sfortunati di noi. Conferenze, adozioni a distanza, testimonianze, campagne per la realizzazione di progetti, sono stati, e sono ancora, il nostro pane quotidiano.
Ed è proprio a questo punto che entra in scena la parrocchia di SantAlfonso Maria de Liguori.
Il Togo è entrato a far parte di questa splendida comunità dallottobre del 1999, quando cioè don Eulogio ci chiamò in occasione della giornata mondiale missionaria, a portare la nostra testimonianza su quell'esperienza di missione. Da allora, è stato un crescendo continuo di solidarietà e di affetto, un manifestarsi costante di carità cristiana e di sincero amore per il prossimo. Con le offerte raccolte, infatti, abbiamo potuto finanziare la costruzione di strutture fondamentali per il centro nutrizionale di Kouvé: 12 bagni, 12 docce, 2 cisterne per la raccolta di acqua piovana e una cucina attrezzata per accogliere le madri dei bambini ricoverati al centro. Molti parrocchiani, inoltre, stanno portando avanti da tempo le adozioni a distanza dei bambini più sfortunati.
Inutile nascondere che dobbiamo molto alla nostra amicizia con don Renzo. Senza il nostro precedente rapporto con lui, infatti, difficilmente avremmo potuto incontrare tanta inconsueta generosità. Ma come abbiamo già detto, sono proprio queste le vie attraverso le quali l'amore di Dio Padre si concretizza nella nostra bisognosa umanità.
Indice numero 1 settembre 2002
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